Questione di… teatro e web 2.0.

IN:
11/02/13
@fattiditeatro

#comunicateatro

blog: .fattiditeatro.wordpress.com

[“generazione spontanea”…quei movimenti spontanei che riguardano i generatori di analisi dei dati in rete, di comunità, cultura e innovazione sociale anche web 2.0..]

Il 2013 sta leggendo, nella consapevolezza dell’utilizzo dei social network e i blog, anche il teatro… nella tradizione interrotta dal contemporaneo teatrale e dalla possibilità di ritagliare personalmente i propri gusti scegliendo di vedere teatro danza, teatro popolare, teatro civile, sociale (delle diversità), teatro di prosa, di sperimentazione, l’opera, l’opera contemporanea e il musical. Quindi andare a teatro è una ricerca..come quella di un vestito… deve essere scelto in base all’esperienza personale di sensibilità e del vedere e vederne… per chi volesse partecipare a questa sperimentazione continua (che avviene prima e insieme con se stessi nel conoscersi) consiglio qualche regista… Pippo Delbono, Armando Punzo, César Brie e per ultimo Jan Fabre…. il teatro è una storia meravigliosa che ogni volta vi rinnova ‘gli occhi’…(ndr. ..i laboratori teatrali sono anche utili come strumento di creazione delle capacità per ogni persona che voglia affrontare i propri limiti).

Uno dei traghettatori verso questa nuova modalità web2.0. è sicuramente il network di fattiditeatro e il laboratorio #comunicateatro. Quale “utilità” nel raccontarvi questa storia? Vi mostriamo come fare innovazione sociale web2.0. è sempre difficile e graduale soprattutto quando si attraversa tutta l’Italia “professando” che la rete è una nuova modalità per comunicare e riscoprire il vissuto nell’ottica del contemporaneo… Iniziamo: “Al teatro io vorrei strappare la vita” (Elfriede Jelinek) così si presenta il ‘toscanaccio’ Simone Pacini con questa citazione che lui utilizza ormai da una decade per raccontare la sua attività….e.. ripetetela all’infinito il significato non si sbiadisce ne “ingiallisce”…

Ciao Simone: domanda di routine, ma come ti è venuta l’idea di @fattiditeatro?

fattiditeatro è fratello di fattidicinema, un progetto che nasce già nel 2003. L’idea di fattiditeatro parte da una naturale necessità di mettere in relazione due miei interessi primari: il teatro e il web 2.0. L’articolata cronologia degli eventi di questi ultimi dieci anni è sul sito di fattiditeatro.

Fattiditeatro come si è evoluto e da chi è frequentato?

E’ stato un processo casuale e inverso: è nato prima il gruppo su facebook poi il blog. Questa evoluzione nasce da una riflessione su come poter ordinare tutte le informazioni e renderle accessibili negli anni. Facebook è ottimo per la sua immediatezza ma tende a far sparire la memoria, che io invece reputo fondamentale. I social media non hanno affossato i blog che godono di molta popolarità. Consiglio sempre a tutti di aprire un blog, per condividere le proprie attività, idee e interessi. fattiditeatro inoltre da tre anni è presente su twitter ed è in assoluto una delle realtà teatrali più seguite con più di 1500 follower. Su twitter provo a creare rapporti e animare discussioni in 140 battute. Scrivo anche tweet-recensioni. Per quanto riguarda gli utenti: il gruppo su facebook conta quasi tremila iscritti, moltissimi di questi lavorano o si interessano di teatro nelle sue varie forme: dal teatro contemporaneo a quello dialettale, dalla performance multimediale alla drammaturgia, dalle scuole di teatro alla danza. Con il blog invece la sfida è creare nuovo pubblico, partendo dai miei rapporti personali ed espandendosi a macchia d’olio grazie al 2.0.

Effetto IAT (Invito A Teatro), da più di quattro anni scrivi i tuoi consigli teatrali (per Roma, Milano e la Toscana) ogni settimana: cosa percepisci che sia cambiato da allora?

Le stagioni teatrali si stanno affievolendo, complici i tagli e i ritardi nei finanziamenti. Spesso le proposte più interessanti che mi sembra più giusto segnalare sono fuori dai teatri con programmazione classica (dal martedì alla domenica) e le informazioni sono più difficili da trovare. Per fortuna da circa due anni moltissimi uffici stampa hanno imparato a conoscere e apprezzare fattiditeatro quindi mi mandano i materiali per e-mail. Un’altra osservazione interessante è che in quattro anni i siti dei teatri sono migliorati sensibilmente, ma c’è ancora da lavorare! Nei criteri di segnalazione di uno spettacolo valuto anche come viene comunicato e quindi quanto sia accattivante la pagina web di riferimento. Infine, quando trovo le informazioni unicamente su facebook mi innervosisco a morte!
;-) (aggiungiamo:  APPROVATO COME APPROCCIO!!!)

Fattiditeatro si apre ad altri, non è un network autoreferenziale, quale è stata la sfida di connettersi con tante persone e necessità diverse?

Ci sono tre livelli diversi di interazione fra il blog e le realtà teatrali nazionali: il primo riguarda le media partnership attivate da quest’anno con realtà in cui sono stato coinvolto per il mio lavoro di promozione e organizzazione (Il progetto Mercuzio non vuole morire di VolterraTeatro, SHORT THEATRE a Roma, la prima edizione del festival Trasparenze organizzato dai modenesi del Teatro dei Venti) e festival con cui sono in sintonia (Primavera dei Teatri a Castrovillari e Parabole fra i sanpietrini a Roma che inizia l’8 febbraio). In questi casi il blog (insieme alle sue articolazioni social) è diventato braccio operativo per la promozione e la comunicazione. C’è poi un attività di endorsement/appoggio/affiancamento (principalmente attraverso i social) verso realtà affini per empatia intellettuale o per simpatia. Credo che sia importante schierarsi ma mai troppo! Infine c’è un’attività più giornalistica e imparziale che è sostanzialmente l’Invito A Teatro di cui abbiamo parlato. Da più di quattro anni infine, scrivo per la testata giornalistica teatrale on-line Krapp’s Last Post, ma questa è un’altra storia!

Parliamo adesso della nascita di #comunicateatro il laboratorio di comunicazione web2.0…. nella tua migrazione continua su tutto il territorio italiano come trovi il teatro e le persone che utilizzano i social network? Quali barriere hai incontrato nel dimostrare che la rete è una nuova modalità per comunicare?

Il progetto #comunicateatro, nasce circa un anno fa e sta riscuotendo un certo interesse nel settore. Due sono le problematiche che più spesso mi trovo davanti quando cerco di trasmettere certe competenze che ho acquisito in dieci anni di lavoro trasversali nell’ambito del management culturale. La prima è far comprendere le potenzialità nel mettersi in campo in prima persona, giocando con il web e con le infinite connessioni che abbiamo a disposizione ma sempre cercando di trarne vantaggi. Credo che, anche in virtù del fatto che il posto fisso è ormai un’utopia per molti di noi, per essere credibili bisogna metterci la faccia anche nel settore della promozione culturale. La seconda difficoltà è far capire quanto sia importante uscire dalla dittatura di facebook utilizzando anche altri canali (il blog e i social più di nicchia).

Quali contenuti cerchi di diffondere e quale esperienza proponi nella consapevolezza?

#comunicateatro vuole essere un’esperienza formativa ma anche divertente: utilizziamo twitter come secondo livello di comunicazione (il primo, ovviamente, è il “vis à vis”/faccia a faccia), ascoltiamo musica e guardiamo video, andiamo a teatro e a cena insieme. La lezione frontale è solo una parte dell’offerta formativa: facciamo esercitazioni e brainstorming (tecnica di creatività di gruppo per far emergere idee). Riflettiamo sui concetti di networking, spettatore attivo, crossmedialità, ecosostenibilità, viral marketing, cerchiamo di analizzare i contesti in cui lavoriamo o vorremmo lavorare.

Un ultima cosa: si parla di modalità per proporre impresa nella condivisione e crescita… come vedi il connubio teatro e co-working?

Per quanto riguarda le attività di promozione e organizzazione mi sembra ottimo: molte realtà lo sperimentano già e auspico che prenda sempre più campo. Invece per la creazione artistica la vedo un po’ più dura: la creazione artistica ha bisogno di intimità e condivisione di esperienze, non di uffici rumorosi con squilli incessanti di telefono! Nell’arte visuale invece è più facile perché gli artisti hanno bisogno di ampi spazi quindi, per abbattere i costi di affitto e dei servizi-utenze, puo’ essere una modalità di condivisione dello spazio. Per esempio vengono riqualificati aree di archeologia industriale riposizionando attraverso la creatività le aree a rischio/degradate delle città.

Un consiglio per le giovani compagnie teatrali: quale è l’errore più grande che riscontri nella comunicazione?

Credo sia necessario modificare l’approccio per attirare interesse e spettatori verso le nostre attività teatrali: è giunta l’ora di farlo in modo più “smart”, intelligente, interattivo e bidirezionale. Credo che sia necessario rendere uno spettatore partecipe e non solo comunicargli cosa c’è stasera a teatro. Il 2.0 può aiutarci molto, ma bisogna cambiare mentalità: nel teatro vedo ancora molta attenzione verso un lavoro di ufficio stampa “classico” (far uscire le presentazioni sui giornali e invitare il critico allo spettacolo). I recenti cambiamenti significano meno informazione fatta dai giornalisti e più informazione fatta da spettatori/cittadini/utenti/blogger attivi e performativi. Rispetto a queste tematiche il mio incontro con Urban Experience di cui faccio parte da qualche mese è stato fondamentale come esperienza per ‘giocare la città tra web e territorio’.

Dimenticando: mostraci una storyfy del laboratorio…per capire come condividete…e il futuro: verso le frontiere di coloro che non conoscono il web, la comunicazione per il teatro e che non ne hanno consapevolezza… ma almeno tentano (che è già una bella vittoria)!

Storify è un ottimo modo per riassumere, “tirare le fila” di un’attività laboratoriale come #comunicateatro. Visualizzando i tweet (e non solo) in una slideshow si possono intuire gli argomenti, le sensazioni, le problematiche affrontate. Per questo lo faccio sempre a conclusione dei workshop. Le tracce dell’ultima edizione romana al Forte Fanfulla cliccando qui.
Per concludere: in marzo #comunicateatro estenderà ancora di più i suoi confini nazionali: andando a Potenza (il 16 e 17 ad inaugurare U-Platz la nuovissima sede di Gommalacca Teatro) e a Venezia (il 23 e 24 a S.a.L.E. Docks gli ex Magazzini del Sale. Tutti gli aggiornamenti vengono pubblicati qui.

 Pensando ancora a come innovare, fare comunicazione
e cambiare l’approccio vi diciamo:
non abbandonate la validità delle vostre idee… alle volte ci vuole solo il tempo giusto!


Colonna sonora scelta da noi
“scoprire nella mente” The Passenger – Iggy pop 

Colonna sonora scelta da Simone
‘passione e determinazione’  Pina – trailer original soundtrack

ps. quando ricerchi le informazioni in rete pensa sempre al
principio del “ragionevole dubbio“:
verifica sempre la fonte (potrebbero essere  informazioni inesatte!!!)
 
 Se volessi proporre un articolo o un tema: contattaci!
progettotag@gmail.com

 

ESTEMPORANEO***RI-LANCIO…un poco di TAG FM di TAGlab!

Co-working? Guarda SOTTO e ascolta Niccolò Pecorini.

Come migliorare la tua presenza in rete? Guarda SOTTO e ascolta Tommaso Sorchiotti.

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****reply***VEDO TAGgers Blog: La sostenibile pesantezza della partita IVA

postato da: elettrai

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